La Turchia non semina terrore soltanto con le armi, ma anche col cibo. A lanciare l’allarme è la Coldiretti, che denuncia un’invasione sul nostro mercato di prodotti agricoli turchi pericolosi per la nostra salute. Balzata agli onori della cronaca nelle ultime settimane per il massacro della inerme popolazione civile curda nel Nord della Siria, il comportamento ‘invadente’ della nazione guidata dal dittatore islamista Erdogan ci riguarda quindi molto più da vicino di quanto si pensi, attraverso numerosi  prodotti alimentari presenti da anni tra gli scaffali dei supermercati. 

Secondo dati della Ue, la Turchia sarebbe al primo posto, addirittura davanti alla Cina, per i continui allarmi alimentari. Dai prodotti ortofrutticoli ai  pesticidi , alla frutta secca con un eccesso di aflatossine cancerogene, dal Paese della mezzaluna continuano ad arrivare ciclicamente cibi pericolosi sulle nostre tavole. A fronte di questa situazione, la Coldiretti invita a riflettere circa un’eventuale  adesione della Turchia all’Unione Europea e esorta a mettere in campo al più presto delle contromisure efficaci  sul fronte dei controlli alimentari.  La presa di posizione dell’associazione dei coltivatori diretti italiani non ha nulla a che vedere con questioni ideologiche o politiche, ma si basa sulle rilevazioni dell’ultimo rapporto Sistema di allerta rapido europeo (RASFF), che registra gli allarmi per rischi alimentari verificati a causa di residui chimici, micotossine, metalli pesanti, inquinanti microbiologici, diossine o additivi e coloranti nell’Unione Europea.

“Sono 3.622 gli allarmi scattati nell’Unione Europea nel 2018 con la Turchia – osserva  Coldiretti – che è il Paese più responsabile per il maggior numero di notifiche per prodotti non conformi (318), seguita dalla Cina (310). Una situazione che evidenzia chiaramente la distanza dagli standard di sicurezza alimentare dell’Unione Europea con evidenti rischi per la salute dei consumatori per l’assenza di adeguati controlli”.  “Si tratta di un Paese con un fiorente scambio commerciale con l’Italia che – chiosa  Coldiretti – riguarda anche i prodotti più a rischio con l’importazione nei primi sei mesi del 2019 di quasi 16 milioni di chili di frutta a guscio, soprattutto nocciole e pistacchi“.

Fabio Grosso

Turchia: il terrore si nasconde anche nel cibo. Coldiretti lancia l’allarme
Tag:                                     

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *