Acqua in bottiglia o dal rubinetto? Col grande caldo delle ultime settimane, si ripresenta uno dei dilemmi che più divide gli italiani. Sul tema si sono già scontrati varie volte esperti e meno esperti, produttori e consumatori. Ma la questione resta un nodo insoluto, vuoi per i gusti di ciascuno, vuoi per l’eccesso di contributi sulla discussione, quasi sempre interessati, che ha generato più confusione che consapevolezza. I grandi produttori di acque minerali lodano l’unicità e la purezza del proprio prodotto, mentre gli acquedotti cittadini non ci tengono ad essere da meno ed insistono sulla sicurezza ed economicità delle loro acque. L’unica cosa certa sul tema è che bere molta acqua fa bene, un toccasana per la nostra salute complessiva. Perciò, armiamoci di buona volontà, e cerchiamo di capire quale sia l’acqua che fa per noi.

Secondo un recente report Istat, gli italiani mostrano poca fiducia nel bere acqua di rubinetto, nonostante questa sia in progressivo miglioramento: la percentuale passa dal 40,1% del 2002 al 29,0% del 2018. Molte differenze tra nord e sud: si passa dal 17,8% del Nord-Est al 52,0% delle Isole, con la percentuale più elevata in Sicilia (53,3%), seguita da Sardegna (48,5%) e Calabria (45,2%). L’Italia si posiziona al quinto posto in Europa per qualità dell’acqua di acquedotto: ci precedono solo Austria, Svezia, Irlanda e Ungheria. Considerando che l’acqua di falda risulta sempre migliore di quella di superficie, l’elevata qualità media della nostra acqua è dovuta all’origine sotterranea dell’85% delle nostre fonti.

La differenza tra acqua minerale e acqua del rubinetto

E’ importante ricordare come l’acqua di acquedotto e le acque minerali abbiano origini diverse e siano regolate da normative differenti. Tali discrepanze fanno sì che alcune acque minerali in commercio contengano elementi (come ad esempio arsenico, manganese o solfati) in quantità superiori rispetto ai parametri ammessi per l’acqua del rubinetto. Di contro l’acqua di acquedotto è spesso ben poco ‘naturale’ a causa di tutti i trattamenti chimici a cui è obbligatoriamente sottoposta, e questo incide non poco sul gusto finale del prodotto. Se l’acqua del rubinetto arriva principalmente da laghi, fiumi, falde sotterranee o superficiali, quella minerale in bottiglia è per lo più di sorgente ed è esente da trattamenti chimici che ne possano modificare il gusto. L’acqua dei nostri acquedotti è rigorosamente controllata da parte delle Asl, anche perché le fonti di approvvigionamento sono a più alto rischio di inquinamento, come dimostra l’alta presenza di pfas in alcune acque province occidentali del Veneto.

Sul tema acqua esistono molti i falsi miti: analizziamo i due più diffusi

L’acqua ad elevato contenuto di sodio fa male alla salute. Benché in presenza di alcune patologie sia raccomandata un’assunzione ridotta di sodio, la frazione di questo elemento assorbita attraverso l’acqua ha un impatto trascurabile rispetto a quella assunta attraverso gli alimenti: 100 grammi di prosciutto contengono 2,578 grammi di Sodio, mentre per assumerne attraverso l’acqua un solo grammo, dovremmo bere in media circa 20 litri di acqua al giorno.

Un altro grande classico è poi che l’acqua ‘dura’, ad elevato contenuto di calcio,farebbe venire i calcoli. Si tratta di un luogo comune senza fondamento, come conferma l’Istituto Superiore di Sanità. È anzi vero il contrario: una dieta povera di calcio può semmai aumentare il rischio di sviluppare questa patologia. In generale, per chi ha predisposizione o soffre di calcolosi, l’unica raccomandazione medica è quella di bere tanto.

Fatta una generale panoramica sulle differenze tra acqua del rubinetto e quella in bottiglia, non ci resta che tirare le somme. Il nostro consiglio è di non avere un approccio manicheo sulla questione. Per chi ha la fortuna di avere un’acqua di rubinetto particolarmente buona, la utilizzi, magari informandosi presso il proprio gestore delle sue caratteristiche. Per chi opta invece per le acque minerali imbottigliate, la scelta è tanto varia che può soddisfare qualunque gusto e qualunque tasca. Attenzione soltanto alle acque in bottiglia di plastica Pet: il rivenditore deve assolutamente evitare in estate di lasciare il prodotto sotto il sole, perchè c’è il concreto pericolo di rilascio di sostanze nocive.

Fabio Grosso

 

Acqua in bottiglia o del rubinetto? Un po’ di chiarezza sull’eterno dilemma
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